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Obbligo di etichettatura dell’IA: devi segnalare i messaggi IA nelle vendite?

13 min di lettura

Sebastian Andes, Philipp Krapp & CompLeadly TeamSebastian Andes, Philipp Krapp & CompLeadly Team

Ultimo aggiornamento il

Illustrazione sull'obbligo di etichettatura dell'IA: un messaggio di IA come fumetto con un'etichetta non fissata, che una mano rielabora prima dell'invio, secondo l'articolo 50 del regolamento europeo sull'IA

In breve: L’obbligo di dichiarare l’uso dell’IA è previsto dall’art. 50 del regolamento UE sull’IA e si applica dal 2 agosto 2026. Per i testi, riguarda due casi: i sistemi di IA che interagiscono direttamente con le persone e i testi generati dall’IA pubblicati per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico. Gli orientamenti della Commissione citano la corrispondenza professionale tra persone come esempio di testo non pubblicato.

Aggiornato a ottobre 2026. Tutte le fonti sono state consultate il 7 ottobre 2026. Citiamo gli orientamenti della Commissione nell’originale inglese, indicando il numero del paragrafo (par.).

Le guide che abbiamo letto cercando questo argomento parlano di testi per e-commerce, immagini e chatbot. Nelle vendite si tratta di altro: il messaggio a una responsabile degli acquisti, il commento sotto un post, il proprio post del lunedì mattina. Qui esaminiamo la legge e gli orientamenti proprio in relazione a questi casi.

Cosa prevede l’art. 50 e da quando si applica

L’art. 50 del regolamento (UE) 2024/1689, detto anche regolamento sull’IA o AI Act, disciplina gli obblighi di trasparenza per determinati sistemi di IA. Ai sensi dell’art. 113, si applica dal 2 agosto 2026.

La legge ripartisce gli obblighi tra due ruoli definiti all’art. 3:

  • Fornitore sviluppano un sistema di IA o lo fanno sviluppare e lo immettono sul mercato con il proprio nome o marchio, come i produttori di modelli linguistici o chatbot.
  • Deployer utilizzano un sistema di IA «sotto la propria autorità», a meno che l’uso non avvenga «nel corso di un’attività personale non professionale».

Secondo gli orientamenti, è professionale qualsiasi attività con cui una persona ottiene regolarmente un beneficio economico o che rientra in un’attività lavorativa, imprenditoriale o libero-professionale (par. 19). Se lavori per un’azienda, gli orientamenti indicano come deployer l’azienda, non i singoli dipendenti (par. 14).

Regola

A chi si riferisce il testo della legge

Di cosa si tratta

Par. 1

Fornitore

I sistemi di IA destinati a interagire direttamente con le persone le informano che stanno interagendo con un’IA

Par. 2

Fornitore

I contenuti audio, le immagini, i video e i testi generati dall’IA sono contrassegnati in un formato leggibile meccanicamente

Par. 4, primo comma

Deployer

La natura artificiale dei deepfake sotto forma di immagini, audio e video viene dichiarata

Par. 4, secondo comma

Deployer

La natura artificiale dei testi generati dall’IA e pubblicati per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico viene dichiarata

Par. 5

tutti

L’informazione viene fornita «in modo chiaro e distinguibile al più tardi al momento della prima interazione o esposizione»

Il par. 3 riguarda il riconoscimento delle emozioni e la categorizzazione biometrica e qui non è rilevante.

Cosa ha cambiato il Digital Omnibus

Il regolamento (UE) 2026/1744 dell’8 luglio 2026, il Digital Omnibus sull’IA, è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale il 24 luglio 2026. Per l’art. 50, riformula il par. 7 relativo ai codici di buone pratiche e introduce, con un nuovo art. 111, par. 4, un periodo transitorio per il par. 2: i fornitori i cui sistemi di IA generativa «sono stati immessi sul mercato prima del 2 agosto 2026 adottano le misure necessarie per conformarsi all’articolo 50, paragrafo 2, entro il 2 dicembre 2026».

I paragrafi 1, 4 e 5 restano invariati. Gli orientamenti precisano che alcuni sistemi interattivi beneficiano del periodo transitorio solo per la marcatura prevista dal par. 2, «while compliance with the disclosure obligation for AI systems directly interacting with natural persons must be ensured as of 2 August 2026» (par. 153).

Obbligo

Si applica dal

Paragrafi 1, 3, 4 e 5

2 agosto 2026

Par. 2 per i sistemi immessi sul mercato dal 2 agosto 2026

2 agosto 2026

Par. 2 per i sistemi immessi sul mercato in precedenza

2 dicembre 2026

Non c’è alcun effetto retroattivo: secondo il par. 154, i testi su questioni di interesse pubblico creati con l’IA e pubblicati prima del 2 agosto 2026 non devono essere contrassegnati successivamente. Lo stesso paragrafo indica invece che i testi generati prima di tale data e pubblicati solo dopo devono essere contrassegnati.

Fristen der KI-Kennzeichnungspflicht auf einem Zeitstrahl: Art. 50 AI Act gilt seit dem 2. August 2026, die Markierung nach Abs. 2 für Bestandssysteme ab dem 2. Dezember 2026
Le scadenze dell’obbligo di dichiarare l’uso dell’IA su una linea temporale: l’art. 50 dell’AI Act si applica dal 2 agosto 2026; la marcatura prevista dal par. 2 si applica ai sistemi già immessi sul mercato dal 2 dicembre 2026

La Commissione ha pubblicato gli orientamenti il 20 luglio 2026 (C(2026) 5054 final). Quanto al loro valore, precisano: «These Guidelines are non-binding. Any authoritative interpretation of the AI Act may ultimately only be given by the Court of Justice of the European Union» (par. 5). Per le vendite restano comunque la fonte più precisa, perché citano esplicitamente casi concreti della vita quotidiana.

Tre casi da distinguere

Caso 1: il sistema di IA interagisce direttamente

Caso 2: testo pubblicato

Caso 3: messaggio a una persona

Esempio

Chatbot sul sito web, agente di IA che gestisce la corrispondenza

Post su uno sviluppo economico, articolo sul sito aziendale

Follow-up a una potenziale cliente, primo contatto con una candidata

Regola

Art. 50, par. 1

Art. 50, par. 4, secondo comma

Il par. 4, secondo comma, presuppone che il testo sia pubblicato

A chi si riferisce il testo della legge

Fornitore

Deployer

Orientamenti

Paragrafi 30, 31 e 36

Paragrafi da 131 a 138

Par. 131, punto i

KI-Kennzeichnungspflicht nach Art. 50 AI Act in drei Fällen: KI-System im direkten Gespräch, veröffentlichter Text für viele Leser und Nachricht an eine einzelne Person
Obbligo di dichiarare l’uso dell’IA ai sensi dell’art. 50 dell’AI Act in tre casi: sistema di IA che conversa direttamente con una persona, testo pubblicato per molti lettori e messaggio a una singola persona

Caso 1: il sistema di IA parla direttamente con le persone

In sostanza, il par. 1 stabilisce: «I fornitori garantiscono che i sistemi di IA destinati a interagire direttamente con le persone fisiche siano progettati e sviluppati in modo tale che le persone fisiche interessate siano informate del fatto che stanno interagendo con un sistema di IA, a meno che ciò non risulti evidente dal punto di vista di una persona fisica ragionevolmente informata, attenta e avveduta, tenendo conto delle circostanze e del contesto di utilizzo».

La disposizione si rivolge al fornitore che sviluppa il sistema. Gli orientamenti esaminano quattro requisiti: che si tratti di un sistema di IA, che sia destinato a interagire, che l’interazione sia diretta e che avvenga con persone (par. 30). Per le vendite conta il terzo. A questo proposito, il par. 30, punto iii, precisa:

«L’interazione diretta esclude l’interazione umana indiretta o mediata in cui una persona fisica è esposta agli output dell’IA senza interagire direttamente con il sistema (per esempio, quando gli addetti al servizio clienti usano strumenti di assistenza basati sull’IA per comunicare con persone fisiche, oppure quando l’output dell’IA non viene messo a disposizione della persona dal sistema di IA stesso, ma da un’altra persona che ne diffonde il contenuto). Tuttavia, la sola possibilità che un essere umano intervenga o esamini gli output del sistema di IA non deve essere usata per eludere l’obbligo di informazione previsto dall’articolo 50, paragrafo 1, del regolamento sull’IA. I prodotti e i servizi che combinano risposte generate dall’IA con contenuti curati da esseri umani rientrano nell’ambito dell’articolo 50, paragrafo 1, del regolamento sull’IA e richiedono di segnalare quali output specifici dell’interazione sono generati dall’IA, a meno che tali output non siano stati adeguatamente esaminati e inviati da esseri umani che agiscono come interlocutori principali delle persone fisiche.»

In sintesi: per gli orientamenti, un consulente clienti che usa uno strumento di assistenza basato sull’IA è un esempio di interazione mediata. La sola possibilità di intervenire non basta. La frase finale descrive il processo decisivo: un essere umano esamina adeguatamente gli output dell’IA e li invia personalmente, come interlocutore principale dell’altra persona.

Vanno considerati altri tre passaggi:

  • Il punto 30, iii), include nell’interazione diretta anche le «capacità del sistema di scrivere e inviare messaggi a persone fisiche».
  • Secondo il punto 31, gli agenti IA rientrano nel paragrafo 1 quando, nello svolgimento dei loro compiti, interagiscono con persone, anche nella «gestione della corrispondenza».
  • Un sistema automatico basato su regole non è un sistema di IA. Il punto 30, i), cita le «tradizionali email di risposta automatica in caso di assenza e le risposte rapide ai messaggi basate su regole».

Il punto 36 mostra come può essere presentata un’indicazione, per esempio in «un’email generata da un agente IA e inviata a una persona fisica, con un’etichetta IA nella parte superiore».

Caso 2: testi pubblicati su questioni di interesse pubblico

Il paragrafo 4, secondo comma, recita: «I deployer di un sistema di IA che genera o manipola testi pubblicati allo scopo di informare il pubblico su questioni di interesse pubblico devono comunicare che il testo è stato generato o manipolato artificialmente». L’obbligo non si applica se i contenuti «sono stati sottoposti a un processo di revisione umana o di controllo editoriale e una persona fisica o giuridica detiene la responsabilità editoriale della pubblicazione dei contenuti».

Al punto 131, gli orientamenti individuano tre caratteristiche:

  1. Pubblicato: Il testo è «accessibile, contemporaneamente e/o in momenti successivi, a un numero indeterminato e piuttosto elevato di potenziali lettori tra loro non collegati». Un gruppo chiuso e privato non rientra in questa categoria.
  2. Informare il pubblico: Il testo trasmette conoscenze, opinioni o fatti. Punto 131, ii): «i testi brevi che non comunicano in modo sostanziale conoscenze, opinioni o fatti non possono essere considerati informativi per il pubblico».
  3. Interesse pubblico: per esempio politica, amministrazione, giustizia, diritti fondamentali, sicurezza pubblica, salute, ambiente, sicurezza dei consumatori «e qualsiasi sviluppo economico, finanziario, politico, scientifico o culturale che possa essere oggetto di dibattito pubblico».

Tra gli esempi che rientrano nel paragrafo 4, gli orientamenti citano un’allerta tempesta generata dall’IA sul profilo social di un istituto meteorologico e informazioni per gli investitori di una società quotata elaborate con l’IA. Tra gli esempi che non vi rientrano figurano i «testi manipolati con l’IA che fanno parte della pubblicità o delle descrizioni dei prodotti di un’azienda (escluse le affermazioni relative, per esempio, alla salute, alla sicurezza dei consumatori o alla sostenibilità)».

Quando si applica l’eccezione

Devono essere soddisfatte entrambe le condizioni (punto 133). Il modo in cui gli orientamenti le interpretano è utile a chiunque pubblichi testi generati con l’IA:

  • Una verifica effettiva: un esame consapevole dei contenuti da parte di persone competenti. «La verifica dell’accuratezza dei contenuti è un requisito minimo che dovrebbe far parte di tale esame» (punto 134).
  • Correggere l’ortografia non basta: secondo il punto 135, «controlli superficiali, puramente formali o procedurali (per esempio, la correzione ortografica o grammaticale)» non soddisfano la condizione. Lo stesso vale per i controlli automatici o un’approvazione frettolosa.
  • Nessuna ulteriore modifica con l’IA dopo l’approvazione: se in seguito un’IA modifica ancora il testo in modo sostanziale, «l’eccezione cessa quindi di applicarsi» (punto 136).
  • Qualcuno se ne assume la responsabilità: la responsabilità editoriale indica la «responsabilità giuridica ultima della pubblicazione». Nome e recapiti devono essere «pubblicamente disponibili in un luogo facilmente reperibile» (punto 138).

Caso 3: il messaggio a una persona

Il paragrafo 4, secondo comma, riguarda i testi pubblicati. Per i testi non pubblicati, gli orientamenti riportano alcuni esempi al punto 131, i):

«Tra gli esempi di testi non considerati pubblicati figurano, per esempio, la corrispondenza privata tra persone (anche per scopi professionali) o i testi e le comunicazioni interni a un’organizzazione (per esempio, le pubblicazioni sulle reti aziendali interne).»

La corrispondenza professionale tra persone è quindi citata come esempio di testo non pubblicato, così come la comunicazione in un piccolo gruppo chiuso su un’app di messaggistica.

Il caso 1 resta distinto. Gli orientamenti non lo definiscono in base al destinatario, ma a chi interagisce: il sistema di IA stesso, che scrive e invia messaggi, oppure un essere umano, che esamina gli output dell’IA e li invia personalmente (punto 30, iii)).

Post e commenti su LinkedIn

A differenza di un messaggio diretto, un post nel feed può essere letto da molte persone. Secondo gli orientamenti, però, la sua inclusione nel paragrafo 4, secondo comma, dipende da tutte e tre le caratteristiche indicate al punto 131, non dalla piattaforma. Gli esempi si distinguono in base al contenuto: da un lato l’allerta tempesta e le informazioni per gli investitori, dall’altro la pubblicità e le descrizioni dei prodotti. Per i testi brevi che non trasmettono in modo sostanziale conoscenze, opinioni o fatti vale il punto 131, ii).

Le linee guida non stabiliscono in modo generale in quale categoria rientri un singolo post o commento. Per il tuo piano editoriale significa questo: un post sul tuo prodotto è più vicino all’esempio pubblicitario; un post su uno sviluppo economico, politico o scientifico è più vicino all’elenco dei temi al punto 131 iii.

In ogni caso, l’eccezione del caso 2 è un buon metodo di lavoro per ogni post realizzato con l’IA: controlla il contenuto, verifica i fatti, pubblica a tuo nome e, dopo la revisione, non far più elaborare il testo dall’IA. Scopri come usare i commenti per aumentare la tua visibilità in Portata tramite commenti.

Cosa segnala LinkedIn

LinkedIn mostra i Content Credentials secondo lo standard C2PA per immagini e video: «Gli utenti possono visualizzare i Content Credentials su tutti i contenuti immagine e video a cui sono associate informazioni C2PA». In alcuni Paesi, quando carichi un’immagine o un video, puoi indicare che è stato creato con l’IA. La pagina non descrive un’etichetta per post di testo, commenti o messaggi (Guida di LinkedIn: Content Credentials.)

Immagini, video e deepfake in breve

Il par. 2 obbliga i fornitori di IA generativa a contrassegnare i contenuti prodotti in modo leggibile da una macchina; per i sistemi già esistenti, il termine è il 2 dicembre 2026. La disposizione si rivolge ai produttori dei generatori. Il par. 4, primo comma, obbliga gli operatori a dichiarare i deepfake sotto forma di immagini, audio e video. Per le opere manifestamente artistiche, satiriche o di fantasia è sufficiente un’avvertenza che non interferisca con la fruizione dell’opera.

Una buona prassi: l’IA prepara la bozza, tu invii

La legge è un aspetto, la pratica è un altro. Un messaggio scritto con l’IA che sembra scritto con l’IA non riceve risposta. Se contiene un errore sull’azienda del destinatario, rischi di perdere il contatto.

Il nostro consiglio: lascia che l’IA scriva la bozza. Tu la leggi, la modifichi e la invii a tuo nome. Prima, verifica cinque punti:

  1. Fatti: Ogni affermazione sulla persona, sulla sua azienda, sul suo ruolo e sulla tua offerta è corretta?
  2. Riferimento personale: Il messaggio cita un motivo per contattare proprio quella persona, per esempio un suo post o una conversazione a una fiera?
  3. Tono: Il testo suona come te? Dai del tu o del Lei come negli scambi precedenti e usa la tua lunghezza abituale e le tue parole.
  4. Motivo: Perché scrivi proprio ora? Senza un motivo, qualsiasi messaggio sembra generico.
  5. Un solo argomento: Un messaggio, un argomento, una domanda semplice alla fine.

Dopo l’ultima modifica, non far più elaborare il testo dall’IA: altrimenti non avrai controllato la versione che invii. E se qualcuno ti chiede se usi l’IA, dillo apertamente.

Per un ultimo controllo puoi usare il nostro strumento gratuito Controllo dei messaggi: valuta lunghezza, riferimenti personali, domanda aperta e linguaggio promozionale, senza IA, direttamente nel browser. Scopri quali strumenti di IA esistono per LinkedIn in Strumenti di IA per LinkedIn.

KI-generierte Texte vor dem Senden prüfen: KI-Entwurf, Faktencheck, eigene Änderungen und Versand unter eigenem Namen
Controllare i testi generati con l’IA prima dell’invio: bozza dell’IA, verifica dei fatti, modifiche personali e invio a proprio nome

Vendite, recruiting e candidature

vendite

Hai parlato con una responsabile acquisti a una fiera. L’IA prepara una bozza partendo dai tuoi appunti. Controlli la data dell’incontro, il prodotto e i numeri, aggiungi un riferimento alla conversazione che lei ricorderà e invii il messaggio. Il tuo post del lunedì, invece, può essere letto da molte persone. A quel post si applicano i tre criteri del caso 2.

recruiting

Contatti una candidata. L’IA riassume il suo profilo e prepara il primo messaggio. Verifichi che le esperienze e le competenze citate compaiano davvero nel suo profilo e aggiungi perché è adatta proprio a quella posizione. L’annuncio di lavoro, invece, è un testo pubblico. Scopri come i recruiter pianificano il contatto su LinkedIn in CompLeadly per i recruiter.

Candidatura

Scrivi all’hiring manager dell’azienda per cui vorresti lavorare. L’IA ti aiuta a formulare il messaggio, ma il contenuto lo fornisci tu: la posizione, la tua esperienza e il motivo per cui hai scelto proprio quell’azienda. Controlla ogni affermazione sull’azienda prima di inviare. Trovi esempi per la richiesta di collegamento iniziale nei nostri Modelli per la richiesta di collegamento.

Come CompLeadly usa l’IA

Due funzioni di CompLeadly usano bozze generate dall’IA. Con le impostazioni predefinite, in entrambi i casi vedi ogni testo prima che venga inviato:

  • Smart Comment AI è un add-on e richiede Sales Navigator. Un’IA scrive commenti ai post del tuo pubblico target. Per impostazione predefinita, i commenti finiscono in un elenco di revisione e sei tu ad approvare ciascuno. L’invio senza revisione è disattivato per impostazione predefinita.
  • Smart Chat è un add-on disponibile nei piani Lite e Premium e porta la tua casella dei messaggi LinkedIn in CompLeadly. L’IA integrata non risponde ai messaggi. La tua IA, per esempio ChatGPT o Claude, prepara bozze di risposta tramite l’accesso MCP. Tu le leggi, le modifichi e le invii. Scopri come collegare l’IA in ChatGPT e Claude per l’automazione di LinkedIn.

Trovi i piani e gli add-on nella Pagina dei prezzi.

Chi è competente in Germania

La legge sulla vigilanza del mercato e sulla promozione dell’innovazione in materia di IA (KI-MIG) del 22 luglio 2026 stabilisce al § 2, comma 1: «La Bundesnetzagentur è l’autorità di vigilanza del mercato competente per il rispetto del regolamento (UE) 2024/1689, salvo diversa disposizione della presente legge». Secondo il comunicato stampa del 29 luglio 2026, la Bundesnetzagentur vigila, nei settori di sua competenza, «anche sul rispetto degli obblighi di trasparenza».

Fonti

  • Regolamento (UE) 2024/1689, artt. 3, 50, 113, EUR-Lex
  • Regolamento (UE) 2026/1744 dell’8 luglio 2026 (Digital Omnibus sull’IA), Gazzetta ufficiale del 24 luglio 2026, EUR-Lex
  • Commissione europea, Guidelines on the implementation of the transparency obligations for certain AI systems under Article 50 of Regulation (EU) 2024/1689, C(2026) 5054 final, 20 luglio 2026, AI Act Service Desk (PDF)
  • KI-MIG del 22 luglio 2026, BGBl. 2026 I n. 223, gesetze-im-internet.de
  • Bundesnetzagentur, comunicato stampa del 29 luglio 2026, bundesnetzagentur.de
  • Guida di LinkedIn, Content Credentials, linkedin.com

Tutte le fonti sono state consultate il 7 ottobre 2026.

Domande frequenti sull’obbligo di indicare i contenuti generati con l’IA

Che cos’è l’obbligo di indicare i contenuti generati con l’IA?

Si tratta degli obblighi di trasparenza previsti dall’art. 50 del regolamento UE sull’IA. I fornitori di sistemi di IA che interagiscono direttamente con le persone devono informarle di tale interazione; i fornitori di IA generativa devono contrassegnare gli output in un formato leggibile da una macchina. Chi utilizza questi sistemi deve dichiarare i deepfake e i testi generati dall’IA pubblicati per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico.

Da quando si applica l’obbligo di etichettare i contenuti generati dall’IA?

Dal 2 agosto 2026. Solo per il contrassegno leggibile da una macchina previsto dal paragrafo 2, il Digital-Omnibus concede ai fornitori di sistemi già esistenti tempo fino al 2 dicembre 2026.

I testi generati dall’IA devono essere etichettati?

L’art. 50, paragrafo 4, secondo comma, riguarda i testi generati dall’IA pubblicati per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico. L’obbligo non si applica se una persona ha verificato il testo e una persona ne assume la responsabilità editoriale. Secondo gli orientamenti della Commissione, una semplice correzione ortografica o grammaticale non conta come verifica.

Cosa dicono gli orientamenti sui messaggi professionali inviati a singole persone?

Gli orientamenti del 20 luglio 2026 citano «private, interpersonal correspondence (for professional purposes)» come esempio di testo non considerato pubblicato (punto 131). Trattano separatamente, nell’ambito dell’art. 50, paragrafo 1, i sistemi di IA che scrivono e inviano autonomamente messaggi (punto 30).

Il Digital-Omnibus ha rinviato l’obbligo di etichettare i contenuti generati dall’IA?

Solo il contrassegno leggibile da una macchina previsto dal paragrafo 2 per i sistemi presenti sul mercato prima del 2 agosto 2026. I paragrafi 1, 4 e 5 si applicano senza modifiche dal 2 agosto 2026.

LinkedIn etichetta i contenuti generati dall’IA?

LinkedIn mostra le Content Credentials secondo lo standard C2PA per immagini e video. In alcuni Paesi, quando carichi un’immagine o un video, puoi indicare che è stato creato con l’IA. La pagina di assistenza non descrive un’etichetta per post testuali, commenti o messaggi.


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Sebastian Andes
Sebastian Andes

Direttore generale · CEO

Coach di marketing e consulente aziendale. Imprenditore esperto e stratega del marketing, contribuisce a costruire CompLeadly dal 2019.

Philipp Krapp
Philipp Krapp

Direttore generale · CTO

Ingegnere del software e sviluppatore di app. Sviluppatore innovativo, contribuisce a costruire CompLeadly dal 2019.

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